Il Milan blinda il secondo posto con una “manita”, Cagliari in crisi nera: ora la salvezza passa dal Mapei
A San Siro va in scena una partita dai due volti, che consegna al Milan l’aritmetica certezza della seconda piazza e lascia il Cagliari ancorato a quota 33 punti, in piena bagarre retrocessione. Sebbene la prima frazione di gioco non abbia offerto uno spettacolo indimenticabile, con ritmi inizialmente blandi e poche vere occasioni da rete, la squadra di Pioli ha saputo capitalizzare al meglio le opportunità create. La scintilla che ha acceso il match è arrivata al 35′: una bella imbucata di Reijnders ha innescato Pulisic, il quale ha servito Chukwueze. Sulla conclusione ravvicinata del nigeriano, Scuffet si è opposto come ha potuto, ma nulla ha potuto sul tap-in vincente di Ismaël Bennacer, lesto a ribadire in rete per il vantaggio rossonero.
Il Cagliari, pur provando a ripartire, è apparso poco preciso negli ultimi metri, sprecando alcune potenziali occasioni per far male alla retroguardia di casa. L’intervallo ha segnato lo spartiacque decisivo dell’incontro: Pioli ha deciso di calare gli assi, inserendo Leão, Okafor e Tomori. La mossa ha pagato dividendi immediati. Al 59′, una ripartenza micidiale condotta dal portoghese ha permesso a Pulisic di presentarsi davanti a Scuffet e siglare il raddoppio sul primo palo.
L’illusione di Nandez e la valanga rossonera
La reazione d’orgoglio dei sardi non si è fatta attendere e, al 63′, Nahitan Nández ha riaperto momentaneamente i giochi con un perfetto inserimento su cross di Zappa, beffando la difesa milanista. È stata però solo un’illusione ottica per gli uomini di Ranieri. Il Milan ha alzato nuovamente i giri del motore e al 74′ Tijjani Reijnders ha estratto dal cilindro una conclusione di rara bellezza dai 25 metri, un destro che non ha lasciato scampo all’estremo difensore rossoblù.
Nel finale, la retroguardia isolana si è sgretolata. All’83’ Leão, lanciato in campo aperto da una verticalizzazione millimetrica di Bennacer, ha saltato Scuffet depositando in rete il poker. Pochi minuti dopo, Pulisic ha trovato la sua prima doppietta “italiana” sfruttando un assist di Okafor per il definitivo 5-1, nonostante il disperato tentativo di salvataggio sulla linea della difesa ospite. Da segnalare, sul fronte cagliaritano, una clamorosa occasione all’80’: in una mischia furibonda, Shomurodov ha colpito la traversa dopo un miracolo di Sportiello aiutato dal palo, con Mina incapace di ribadire in rete a porta sguarnita.
Il precedente amaro: la disfatta di Marassi
Il momento no del Cagliari non si limita alla débâcle del Meazza, ma si ricollega a un periodo di appannamento certificato anche dalla recente e netta sconfitta contro il Genoa. Anche in quella circostanza, i rossoblù sono usciti dal campo con un passivo pesante di 3-0, incapaci di arginare l’aggressività degli avversari. A Marassi, la partita si è sbloccata dopo appena sette minuti grazie a Lorenzo Colombo, abile a scattare sul filo del fuorigioco su assist di Malinovskyi e a battere il portiere con un diagonale preciso, confermando il suo ottimo momento di forma.
Nonostante alcuni tentativi di reazione, tra cui una traversa colpita da Palestra con una violenta volée e alcune parate decisive di Leali su Esposito e Luvumbo, il Cagliari ha capitolato nella ripresa. Il Genoa ha raddoppiato con Morten Frendrup, il cui tiro dalla distanza ha trovato una deviazione decisiva di Prati, per poi chiudere i conti con un colpo di testa non ortodosso ma efficace di Leo Østigård su punizione di Martin.
Questa serie di risultati negativi lascia la squadra sarda in una posizione delicatissima di classifica. Con il morale a terra e la zona retrocessione che incombe, la prossima sfida al Mapei Stadium contro il Sassuolo assume i contorni di una vera e propria finale: novanta minuti cruciali per tentare di salvare una stagione che si sta complicando maledettamente.