Martedì 21 aprile 2026 – 05:30 WIB
VIVO – Il presidente degli Stati Uniti (USA), Donald Trump, lunedì 20 aprile 2026, ha sottolineato che Israele non lo ha mai convinto ad entrare in guerra contro l’Iran.
Le dichiarazioni di Trump hanno fugato le crescenti speculazioni dei media sul ruolo dei potenti alleati di Washington nelle decisioni militari che hanno scatenato i maggiori conflitti in Medio Oriente.
“Israele non mi ha mai convinto ad entrare in guerra con l’Iran”, ha scritto Trump in un post sulla piattaforma Truth Social.
Egli ha sottolineato che la ragione del coinvolgimento dell’esercito americano nella guerra con l’Iran deriva dagli eventi del 7 ottobre – riferendosi all’attacco di Hamas contro Israele, e dalla sua personale convinzione che “l’Iran non acquisirà mai armi nucleari”, non a causa di richieste o pressioni da parte di soggetti esterni.
“Proprio come i risultati in Venezuela, di cui ai media non piace parlare, i risultati in Iran saranno straordinari – e se i nuovi leader iraniani (cambio di regime!) saranno intelligenti, l’Iran potrebbe avere un futuro grandioso e prospero!” ha aggiunto.
La ferma dichiarazione arriva in un contesto di critiche pubbliche che mettono in luce lo stretto rapporto Washington-Tel Aviv e le speculazioni secondo cui il governo di Benjamin Netanyahu potrebbe essere influente nella strategia militare degli Stati Uniti.
Trump ha cercato di confutare questa narrativa affermando che la decisione di attaccare l’Iran derivava interamente dalla valutazione strategica dello stesso governo americano.
Il senatore americano Bernie Sanders valuta da tempo che il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran fosse dovuto alle pressioni di Israele e della lobby ebraico-americana, in risposta al licenziamento di alti funzionari del governo americano che protestavano contro gli attacchi di Washington e Israele all’Iran.
Uno di loro era Joe Kent, capo del Centro nazionale antiterrorismo americano, il quale dichiarò che l’Iran non rappresentava una minaccia imminente per Washington e si dimise per protestare contro la guerra contro l’Iran.
Secondo il rapporto Pars Today citato Irna, Bernie Sanders, il senatore degli Stati Uniti, ha risposto a questo licenziamento dicendo: “Kent e io non siamo d’accordo su molte cose, ma ha ragione nel dire che l’Iran non rappresenta una minaccia imminente per il nostro popolo, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa della pressione di Israele e della sua potente lobby americana”.
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L’attuale conflitto tra Stati Uniti-Israele e Iran ha causato preoccupazione a livello mondiale, compreso l’impatto sui prezzi del petrolio e sui mercati finanziari. Secondo gli ultimi rapporti di mercato, le tensioni nello Stretto di Hormuz dovute alla guerra hanno portato anche ad un aumento del prezzo del petrolio, nonché ad una correzione dei principali indici azionari.



