Venerdì 17 aprile 2026 – 20:26 WIB

VIVO – (EN) Diversi leader del Golfo valutano che il conflitto tra Stati Uniti e Iran potrebbe avere conseguenze che vanno ben oltre la regione, minacciando addirittura la stabilità dell’approvvigionamento alimentare mondiale se la principale via energetica non verrà immediatamente ripristinata.



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Rapporto Bloomberg giovedì 16 aprile 2026, i leader del Golfo hanno stimato che il processo per un accordo di pace potrebbe richiedere circa sei mesi. Tuttavia, hanno sollecitato la riapertura dello Stretto di Hormuz il mese prossimo per garantire un regolare approvvigionamento energetico globale.

In caso contrario, avvertono che il mondo potrebbe affrontare una crisi alimentare a causa dell’interruzione della distribuzione dell’energia, che è la spina dorsale delle catene di approvvigionamento internazionali.


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I leader del Golfo hanno anche avvertito che una guerra prolungata quasi certamente farebbe salire i prezzi dell’energia.

A loro avviso, un accordo di pace dovrebbe idealmente includere il divieto dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, nonché restrizioni sul possesso di missili balistici a lungo raggio, poiché ritengono che Teheran stia ancora cercando di sviluppare armi nucleari.


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Tuttavia, i paesi del Golfo sono generalmente contrari alla ripresa delle ostilità e spingono affinché il cessate il fuoco venga prolungato mentre i negoziati continuano.

Il 28 febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro diversi obiettivi in ​​Iran, tra cui Teheran, provocando danni e vittime tra i civili. L’Iran ha poi reagito attaccando il territorio israeliano e le installazioni militari statunitensi in Medio Oriente.

Il 7 aprile è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane, seguito da colloqui a Islamabad, che però si sono conclusi senza risultati concreti. Successivamente gli Stati Uniti hanno imposto il blocco dei porti iraniani.

Finora, i mediatori stanno ancora cercando di organizzare il prossimo round di negoziati, a causa dei timori che l’impatto di questo conflitto possa estendersi ai settori alimentare ed energetico globale.

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17 aprile 2026



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