lunedì 8 marzo 2010

Torricelli: "Amo il calcio e credo ancora alla buona fede..."

0 commenti
Moreno Torricelli, terzino destro della Juventus dal 1992 al 1998, idolo della tifoseria bianconera per la grande grinta messa in campo nel disputare ogni partita, è stato intervistato telefonicamente da noi in radio.

Moreno, nella memoria di tutti i tifosi juventini, che hanno assistito alla finale di Coppa dei Campioni di Roma nel 1996 vinta contro l'Ajax, sono rimasti impressi il tuo sguardo indiavolato, la voglia e la grinta di tutta la squadra. Come hai vissuto quell'esperienza e la notte prima della partita?

Sono quelle partite che se vuoi entrare nella storia le devi vincere per cui ho cercato di date tutto. Eravamo un gruppo unito e lottavamo tutti insieme: si, eravamo una grandissima squadra.
La notte l'ho fatta in bianco e mi sono addormentato alle 5 della mattina.
Nella notte si cerca di pensare al tipo di partita che dovrai affrontare e all'avversario.
E' tutta adrenalina che ti porti in partita e che ti aiuta a dare il 100%.

Con tutti i sacrifici che hai fatto per vincere praticamente tutto, quanto ti hanno dato fastidio la vicenda doping e le parole di chi ha messo in dubbio i tuoi successi e la tua lealtà?

E' chiaro che ti fa male. Insomma, anche perché uno sa, non tanto i sacrifici perché giocare a calcio non è un sacrificio ma è una gioia, che per rendere al 100% devi lavorare fisicamente tanto e ad aiutarti con vitamine ed integratori perché il dispendio di energie è davvero elevato a quei livelli. Ne facevano uso tutti, non erano sostanze illecite per cui sotto questo profilo sono tranquillo. So quello che abbiamo dato in quel periodo per essere i numeri uno non solo in Italia, ma anche in Europa. Sono molto contento di quello che ho fatto e quello che dice la gente non mi tocca neanche perché di illecito non c'era niente.

E per quanto riguarda “farsopoli”, che idea ti sei fatto?

Inizialmente mi ha deluso molto sentire tutte queste intercettazioni e tutto il resto, ma è chiaro che c'è in corso un processo per cui è ancora tutto da valutare.
Io penso, è una mia opinione, che non sia Moggi il problema calcio, non penso che un Moratti, un Berlusconi, un Galliani spendano centinaia di milioni di euro in un giochino dove è già tutto stabilito a tavolino.


Considerando gli errori arbitrali del passato e quelli di oggi, cosa ne pensi della cosiddetta sudditanza psicologica?

Sarò un illuso, però credo ancora nella buona fede di tutti ed anche nella buona fede degli arbitri per cui l'errore lo valuto come una disattenzione o un errore che può capitare ed è per questi motivi che amo ancora questo sport.

Cosa ci puoi dire del tuo rapporto con Luciano Moggi? Il Direttore passava del tempo con la squadra o era sempre al telefono come abbiamo letto sui giornali?

Mi hanno fatto milioni di domande su Moggi. Posso dire che il mio rapporto con Moggi è stato correttissimo: tutto quello che mi ha promesso con una stretta di mano l'ha sempre mantenuto e non posso che parlare bene di lui.
Chiaramente un personaggio di quella grandezza in una società di quella grandezza doveva gestire tante cose che ovviamente lo impegnavano anche al telefono.
Come dicevo prima, sarò un illuso, ma credo nella purezza del calcio: a me il calcio piace per quello che riguarda il campo, all'infuori sono solo chiacchiere.

Esiste in questo momento nella Juventus un giocatore che ti assomiglia per caratteristiche? Può essere Caceres?

Non mi sono mai piaciuti i paragoni perché ognuno ha le proprie caratteristiche. Caceres è un buon giocatore che sta facendo bene e può crescere ancora tanto.
Magari nei capelli nelle fascette può assomigliare a me, ma ripeto che non mi è mai piaciuto paragonare un giocatore ad altri perché ognuno ha le proprie caratteristiche: io sono stato io.
Spero che Caceres possa rimanere tanto alla Juve e fare meglio di me.


Cosa ricordi di quella bellissima Juventus della gloriosa era Lippi?

Era veramente una grande squadra che, nel bene e nel male, dava sempre tutto: magari non c'era il fuoriclasse a parte Zidane, che aveva un tocco veramente fuori dal comune, ma erano tutti dei fuoriclasse come esempi di comportamento.
Eravamo un gruppo molto unito e si faceva la guerra per aiutare il compagno.
Magari il Milan o la stessa Inter, come singoli giocatori, avevano più numeri di noi, ma la differenza l'abbiamo fatta per affiatamento, voglia di lottare e di soffrire tutti assieme.


Come commenti l'esonero di Ciro Ferrara?

Per quanto riguarda Ciro, mi dispiace per come è andata perché conosco il ragazzo e l'impegno e l'abnegazione che ha messo. Ci sentivamo spesso e mi è dispiaciuto tanto perché, insomma, non è facile alla prima esperienza gestire un gruppo destinato a vincere.
Gli investimenti di inizio stagione sono stati importanti però insomma non è mai facile competere contro questa Inter: è davvero difficile raggiungere il suo livello in questo momento.
Penso che Ciro abbia pagato tantissimo i molti infortuni che non gli hanno permesso, in determinati momenti, di far rifiatare quelli che giocavano di più. Non dimentichiamoci che sono mancati per tanto tempo: Iaquinta, Sissoko, Camoranesi, Del Piero, ovvero quei giocatori che per la Juve in questo momento fanno la differenza e non averli a disposizione per Ciro è stato un grave handicap. Comunque penso che Ciro sia un vincente e che avrà le sue opportunità per dimostrare a tutti il proprio valore.


Come pensi che possa finire il campionato della Juventus?

La Juventus ha sempre lottato per i primi posti in classifica: sono convinto che anche quest'anno possa raggiungere la qualificazione in Champions.

Ti ringraziamo tantissimo per la tua disponibilità e per l'esempio di grinta e determinazione che sei stato per tutti noi.

Se non avessi avuto quella grinta avrei continuato a giocare in Interregionale ed a fare il falegname. Grazie e buon calcio a tutti.

0 commenti:

Posta un commento

Le più lette