giovedì 13 ottobre 2011

DISCRETI a SPORTMEDIASET:"CONTE è un uomo che vive di calcio. Professionista esemplare con la dedizione assoluta del lavoro"

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I numeri di Antonio Conte sono chiari: 13 stagioni in bianconero da calciatore, tre da capitano e oggi allenatore del rilancio. Antidivo per eccellenza con la cultura del sacrificio è stato un simbolo di due ere juventine. Quella di Boniperti-Trapattoni, poi quella della triade Moggi-Giraudo-Bettega. Oggi  Conte spera di inaugurare una nuova pagina di vittorie. Della sua biografia ne parliamo con uno degli autori.
Stefano Discreti romano "de Roma" ma juventino di ferro, insieme  ad Alvise Cagnazzo racconta storia e vittorie di Antonio Conte. Giocatore simbolo della Juventus di ieri e e forse di oggi indicato da tutti come l'allenatore del rilancio. All'autore chiediamo come è nata l'idea del libro?
Dopo aver scritto la biografia su Montero sempre per Bradipolibri volevamo parlare di un altro campione bianconero tutto grinta, cuore e sacrificio. Conte è da sempre uno dei giocatori piu' amati dai tifosi juventini. Non un campione in senso assoluto ma un uomo di grande spessore sportivo capace di trascinare il pubblico grazie alla sua abnegazione in campo. 
Perchè questo speciale feeling di Conte con al tifoseria?
Anzittutto Conte ha giocato 13 anni con la maglia bianconera, è stato capitano per tre anni. E' stato protagonista nella Juventus di Boniperti-Trapattoni così come in quella di Lippi e della triade. E' uno che è venuto dalla gavetta ma si è imposto in mezzo a tanti campioni.
Conte viene descritto come un uomo "solo" dedito alla cultura del sacrificio?
E' una visione limitativa. Conte è un uomo di grande intelligenza e anche di spirito. Basti pensare che  quando ha iniziato ad allenare ha voluto, come prima cosa, studiare i metodi di lavoro di Zeman, l'anti-juventino per eccellenza. Colui che indirettamente lo aveva accusato di doping. Poi è anche uomo di spogliatoio. Come dimostra quella volta che Di Livio lo aspettò nello spogliatoio con in mano un giornale che titolava:" Conte: vinco ma non mi diverto" e gli suggerì di andare al luna park. Finì con un abbracci e sfottò reciproci.
Resta però la sua immagine di antidivo?
Conte è un professionista esemplare con la dedizione assoluta al lavoro. Uomo che vive di calcio. A tavola con gli amici finisce sempre con lui che con forchette e coltelli si mette a spiegare schemi e tattiche. Il suo attaccamento al calcio è maniacale . Basti ricordare quello che accadde nel 1999 dopo l'eliminazione della Juve della Champions per opera del Manchester United. Conte per una settimana si chiuse in casa e non volle vedere nessuno.

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